Vedo tanta gente stanca dell’instabilità. Cercano il significato della vita, cercano sicurezza, protezione, accettazione, pace esteriore e interiore, e tanto altro. 

Ovviamente mi vengono in mente gli immigrati e i rifugiati. In questi ultimi anni in Italia ho incontrato persone di paesi, culture e ambienti sociali diversi. Quello che tutti hanno in comune è che non hanno più niente. Non raggiungono l'Europa solo con abiti strappati, ma anche le famiglie sono spesso lacerate. Non si può tornare indietro e non sembra esserci alcuna via d’uscita. Sono bloccati, da soli, e hanno perso tutto. Il loro nome è sostituito da un numero. Nelle notizie se ne parla solo quando il numero dei morti è abbastanza alto. I politici li usano per fare paura e realizzare i loro obiettivi. Pensiamo solo a noi stessi. Tutto ciò che viene da fuori diventa una minaccia

Spesso mi dimentico che a volte anch'io sono quello che viene da fuori. Ecco cosa mi è successo qualche mese fa: gli amici mi avevano organizzato un passaggio in taxi. In qualche modo dovevo arrivare da Madaba in Giordania, attraverso il deserto fino al confine israeliano. Ero l'unico passeggero e all'inizio la conversazione con il tassista è stata un po’ difficile. Il motivo? Parlava "solo" arabo e io non lo parlo. In qualche modo siamo riusciti a scoprire che si chiama Maometto ed è musulmano e io sono cristiano e mi chiamo Christian. Entrambi abbiamo trovato questo molto divertente e abbiamo riso di cuore. Da quel momento in poi, abbiamo avuto una conversazione un po’ più vivace. Abbiamo usato solo le nostre mani e le espressioni facciali per spiegare le cose. Continuavo a vedere lo sguardo del tassista, fiducioso che nel viaggio di un'ora avrei imparato e capito l'arabo. Non ha funzionato. Tuttavia, sembrava che avessi trovato un amico in questo viaggio. Cosa può fare una risata condivisa. 

Questo non è un caso isolato. Spesso mi rendo conto di come un sorriso, una mano tesa, un incontro benevolo senza pregiudizi ... porti come risultato la gioia e un bel rapporto. Eppure, sembra così difficile per noi conoscere e accettare persone nuove, specialmente quando hanno un aspetto diverso, non parlano la nostra lingua o hanno un livello sociale diverso. Questo livello può essere più alto o più basso e immediatamente non staremo bene e saremo sospettosi. Dimentichiamo ciò che un singolo sorriso può fare. "La gioia del Signore è la vostra forza", scrisse Neemia (Ne 8:10) nella Bibbia. 

Non possiamo semplicemente costruire muri intorno a noi. La gente non vuole e non può vivere da sola, distaccata da rapporti intimi e amichevoli, una vita senza emozioni. La gente è stanca di un mondo artificiale e una scienza che le vende una realtà diversa ogni giorno. Non vuol essere un numero, un codice (fiscale). Le persone sentono che c’è qualcosa di più. Cercano, sono aperti e pronti ad ascoltare. 

In mezzo alle difficoltà e le insicurezze presenti nel mondo, Gesù ci esorta a non avere paura perché Lui ha sconfitto il male e ci dà il coraggio di affrontarle. Non vogliamo essere prigionieri della paura diffusa dai media e dai politici. Gesù dice nel Vangelo secondo Giovanni 8:31-32: "Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi". 

Come inizia? Con un sorriso. "La gioia del Signore è la vostra forza", (Ne 8:10). Tendi la mano, saluta chiunque tu abbia di fronte e fagli sapere della libertà che abbiamo in Cristo Gesù. 

Sembra un compito troppo grande? Ricordati…un sorriso

Scritto da: Christian Pilz