Il Vangelo per i single

Essere single è un argomento del quale non si parla tanto nelle chiese. E quando se ne parla lo si fa, è spesso in maniera superficiale o scherzosa. Non so se anche a voi è capitato di sentire o di dire queste frasi “La persona giusta arriverà quando il Signore vorrà” “Arriverà quando meno te l’aspetti” “Me lo sento, è dietro l’angolo” “Prima devi imparare ad amare te stesso” “La troverai appena smetterai di cercarla” “Il Signore ti sta preparando una persona speciale”

Il Vangelo per i single

Queste frasi spesso ci lasciano scoraggiati. Ci lasciano scoraggiati perché non vanno a fondo nella questione, perché sono delle vaghe promesse e non sappiamo veramente se si avverranno oppure no. Quello di cui abbiamo veramente bisogno è delle verità e le certezze del Vangelo. Il Vangelo non ci presenta un Dio che ha conosciuto la solitudine, bensì la Trinità che da sempre ha goduto di una comunione perfetta, intensa, profonda fra Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. La natura di Dio non prevede solitudine, quindi il piano di Dio non prevede solitudine i credenti. Per questo Dio ha mandato suo Figlio, per accoglierci in questa comunione divina. “Lui, infatti, è la nostra pace... Con la sua venuta ha annunciato la pace a voi che eravate lontani e la pace a quelli che erano vicini; perché per mezzo di lui abbiamo gli uni e gli altri accesso al Padre in un medesimo Spirito.” (Efesini 2:14, 17-18) Cristo è la nostra pace. Tramite Cristo accediamo, anche noi single, alla perfetta comunione con il Padre e lo Spirito. Il Vangelo, e non il nostro stato civile, definisce la nostra identità e le nostre speranze.

La famiglia per i single

A volte però quello che sappiamo in teoria non ci basta. A volte ci sentiamo sopraffatti dalle nostre emozioni. A chi non è capitato di tornare a casa, dopo una giornata difficile e non trovare una persona con la quale condividere quello che ci è successo, di dover affrontare un lavoro difficile e desiderare di poter contare sul sostegno di qualcuno. Ed è così che forse si è sentito Pietro, uno dei discepoli di Gesù, un giorno. “Pietro gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito». Gesù rispose: «In verità vi dico che non vi è nessuno che abbia lasciato casa, o fratelli, o sorelle, o madre, o padre, o figli, o campi, per amor mio e per amor del vangelo, il quale ora, in questo tempo, non ne riceva cento volte tanto: case, fratelli, sorelle, madri, figli, campi, insieme a persecuzioni e, nel secolo a venire, la vita eterna.” (Marco 10:28-30) La risposta di Gesù alla “lamentela” di Pietro è compassionevole, paziente, comprensiva. Gesù non dice a Pietro “Io ti basto,” ma gli rivela l’ampiezza del piano di Dio. Dio non si è limitato a darci Cristo, che sarebbe comunque sufficiente. Nella sua bontà ha deciso di creare la chiesa. In Cristo entriamo a far parte di una famiglia nella quale riceviamo i fratelli, le sorelle, le madri, i figli di cui abbiamo bisogno. Alcune persone quando pensano ad una chiesa pensano ad un edificio freddo e grigio. Noi quando pensiamo ad una chiesa vogliamo pensare ad una calda famiglia, che accoglie tutti nell’amore di Cristo. La chiesa è la vera famiglia di tutti i credenti, anche di noi single.

Il servizio per i single

Forse pensi che essere single sia un fattore squalificante per il servizio del Signore. Magari ti guardi attorno e ti sembra di essere circondato da pastori sposati, coppie sposate che coordinano gruppi di studio, responsabili della lode sposati. Non sembra esserci spazio per te. “Va bene avere Cristo, va bene avere la chiesa, ma fino a quando non sono sposato sono un credente di Serie B.” Fatemi essere chiaro su una cosa: non esistono credenti di Serie B, perché tutti siamo salvati allo stesso modo, tramite il sacrificio redentore di Gesù! E Dio si aspetta che tutti quelli che entrano a far parte della sua famiglia lavorino per il bene e per la crescita di questa famiglia. Il protagonista principale della Bibbia, Gesù, era single! Un altro protagonista fondamentale, l’apostolo Paolo, non era sposato! E proprio Paolo afferma quanto segue: “ Vorrei che foste senza preoccupazioni. Chi non è sposato si dà pensiero delle cose del Signore, di come potrebbe piacere al Signore; ma colui che è sposato si dà pensiero delle cose del mondo, come potrebbe piacere alla moglie, e i suoi interessi sono divisi. La donna senza marito o vergine si dà pensiero delle cose del Signore, per essere consacrata a lui nel corpo e nello spirito; mentre la sposata si dà pensiero delle cose del mondo, come potrebbe piacere al marito.” (1 Corinzi 7:32-34) In poche parole, Paolo sta dicendo che essere single ti equipaggia in una maniera unica e speciale per il servizio all’interno della chiesa e del Regno di Dio. Noi single possiamo sfruttare le benedizioni che il Signore ci ha dato per servirlo. Cristo non è morto per farci sprecare gli anni fermi, in attesa dell’anima gemella. Ma è morto per farci vivere la vita in abbondanza, a prescindere dalla condizione in cui ci troviamo: sposati, separati, divorziati, vedovi e single.