Tutto inizia con la lingua

Cindy* ha 27 anni e vive in Italia da cinque, le sue origine sono nell’ovest dell’Africa. Nel suo paese ha frequentato e concluso gli studi fino alla scuola media e poi ha iniziato a lavorare presso una parrucchiera e arrangiandosi con piccoli lavoretti per guadagnare qualcosa e aiutare così la sua famiglia.

Quando le fu presentata l’opportunità di venire in Italia per lavorare, Cindy aveva una figlia e faceva fatica a mantenerla, così prese la decisione di partire Da quel momento anche lei, come molte altre giovani donne, aveva contratto un debito con coloro che le avevano offerto il viaggio; un debito importante, reale, da pagare per potersi affrancare da spietati trafficanti di umanità. Cindy era diventata a tutti gli effetti una schiava e vittima della tratta di esseri umani.

Il team di OM l’ha conosciuta in strada dove Cindy era costretta a prostituirsi per coprire il debito che pendeva sulla sua vita e per riuscire a mandare dei soldi, pochi, a casa. Cindy avrebbe potuto scegliere liberamente di lavorare anche altrove, a patto che continuasse a pagare il debito; lei era pronta ad accettare un lavoro – qualunque – che le potesse offrire un guadagno sia per coprire il suo affitto sia per poter mandare dei soldi a casa per le spese della scuola della figlia. Rimaneva un problema. Cindy non sapeva l’italiano. Nonostante il team la incoraggiasse molto, anche aiutandola a cercare dei corsi o con l’apprendimento della lingua, Cindy non voleva accettare che la sua libertà passasse dal miglioramento del suo italiano.

Un giorno un membro del team andò al centro per l’impiego con Cindy affinché potesse registrarsi come disoccupata e per capire se ci fossero dei corsi di formazione o anche di lingua per iniziare, a piccoli passi, qualcosa diverso e uscire dal giro della prostituzione. La donna dell’ufficio la guardò e disse: «Prima devi imparare l’italiano. Poi possiamo vedere che corsi o lavoro cercare». Uscendo, Cindy finalmente realizzò l’importanza della lingua e disse: «Ho sprecato tanti anni». In quel preciso momento capì che non sarebbe riuscita a trovare un lavoro prima di aver imparato la lingua.

Per Cindy, come per tanti altri, la lingua era un grande ostacolo per accedere ai servizi o ai corsi di formazione disponibili. A prescindere dalla tipologia di impiego ricercato,  il prerequisito indispensabile, per partecipare o essere ammessa a un corso pubblico, è di avere un livello sufficiente di conoscenza della lingua. È così logico! Però non è scontato che una persona che ha vissuto un trauma totalizzante, è vincolata a pagare un debito di libertà oltre alle spese mensili per la sua sopravvivenza e quella della figlia, possa trovare spazio fisico e mentale per studiare la lingua! Quando trova il tempo? Come riesce ad avere energie per studiare?

Una vita da schiava dello sfruttamento e al limite della sopravvivenza priva la persona di energia al punto che studiare, e quindi imparare, diventa impossibile, sia psicologicamente che fisicamente. Ecco perché il team ha deciso di sostenere le persone che, con fatica e consapevolezza sono arrivate al punto di impegnarsi a voler fare dei passi nella direzione di un lavoro rispettoso di sé, che sappiamo essere fonte di dignità e di onesto guadagno. Il team desiderai offrire a queste persone, la possibilità di vivere una vita sana e regolare mentre studiano e frequentano un corso di formazione senza che debbano guardarsi alle spalle e preoccuparsi di dover trovare dei soldi per mantenersi. Se non offriamo noi questa possibilità, chi lo farà?

Nel corso degli anni, abbiamo visto che veramente poche donne , tra le schiave della prostituzione, riescono a imparare un minimo d’italiano che consenta loro di seguire l’insegnamento dei corsi di formazione, il più delle volte indirizzati agli immigrati. Non tutte hanno questa facoltà perché  prima di tutto dovrebbero riservarsi del tempo per focalizzarsi sulla lingua e non possono perché sono sfruttate. La trappola degli schiavisti è proprio questa: le donne devono guadagnare dei soldi per sopravvivere, ma non riescono ottenere nessun lavoro senza la conoscenza della lingua o qualifiche certificate, così sono senza scampo e restano nel giro della prostituzione. Sono queste le persone che hanno bisogno di maggior sostegno.

Dopo un corso intensivo, con vero apprendimento della lingua, si può pensare alla formazione. Cindy ora è proprio a questo punto: anche se parla un pochino l’italiano, potrebbe usufruire di un corso di lingua prima di partecipare alla formazione professionale. Forse si potrebbe pensare anche a dei modi più flessibili nell’offerta di formazione: mentre lo studente procede con la lingua italiana, può iniziare già a imparare un mestiere, grazie alla buona padronanza della lingua inglese.

A livello concreto, c’è bisogno di praticare con la conversazione la lingua che viene studiata al corso e per tanti stranieri diventa davvero difficile approfondire la loro conoscenza dell’italiano per via della mancanza di pratica con un madrelingua. Quindi, quanto facilmente possiamo sostenere e amare una persona nel bisogno! È semplice davvero perché con naturalezza, anche amicizia talvolta, basta  trascorrere un po’ del nostro tempo a parlare con una persona straniera che vuole imparare la lingua.

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*Nome cambiato per la privacy

** la donna sulla foto non e Cindy