Un rifugio per profughi in Serbia

Giuseppe e Maria dovevano andare a Betlemme, non avevano scelta en non venivano accolti. Quanto dev’essere stato difficile non trovare un posto per dormire e partorire! Anche tanti rifugiati oggi giorno non sono i benvenuti. Quanta differenza può fare ogni offerta, per quanto umile: una stalla, una tenda, un bicchiere di the...

Lidia dirige il lavoro umanitario che OM svolge presso un campo profughi in Serbia, distribuendo alimenti a 1200 rifugiati provenienti dal Medio Oriente e dall’Asia Occidentale. Il suo piccolo team di volontari serbi, che prima del lockdown aveva ricevuto l’aiuto da parte di volontari stranieri a breve termine, ha quotidianamente distribuito 3000 bevande calde e lavato fino a 70 carichi di bucato a settimana.  

Gli stessi avi di Lidia sono arrivati in Serbia come rifugiati, il che le permette di provare empatia verso le persone che incontra. “Quando ho iniziato ad essere coinvolta con queste persone attraverso OM, i miei genitori mi hanno ricordato che, più di due secoli fa, i nostri stessi avi scapparono in questa zona alla ricerca di una vita migliore.”

Il campo, situato in un vecchio complesso di motel in disuso, si basa sulla tenda montata in precedenza da OM, la quale fornisce ai rifugiati (la maggior parte dei quali è di religione islamica) uno spazio comunitario per riunirsi e socializzare, e al tempo stesso è un luogo per i lavoratori di OM per instaurare amicizie e condividere l’amore di Dio.

Durante il periodo del lockdown, Lidia ha dovuto prendere la dura decisione di chiudere la tenda al fine di non interrompere il servizio di lavanderia. Ora che il governo ha allentato i requisiti del lockdown, la tenda di OM è nuovamente aperta.
“Le autorità del campo sono molto grate per il lavoro di OM,” spiega Lidia. “Anche prima del lockdown, per i rifugiati è stata psicologicamente dura e la tenda di OM era praticamente l’unico luogo in cui possono rilassarsi. Quando poi sono arrivate le restrizioni del lockdown, l’atmosfera era diventata ancora più tesa poiché il campo non è abbastanza ampio per le centinaia di giovani ragazzi.”

Una volta che le restrizioni relative ai viaggi saranno rimosse, Lidia spera di invitare volontari stranieri a tornare al campo, ma sa che anche una versione ridotta delle attività principali - preparare bevande calde per i rifugiati e lavare il loro bucato - è un linguaggio d’amore privo di parole.

Il tuo dono aiuta i seguaci di Gesù come Lidia a mostrare l’amore di Dio fornendo le provviste necessarie alle persone in forte bisogno. Dalla distribuzione di pacchi alimentari all’offerta di opportunità educative, i seguaci di Gesù riescono a instaurare relazioni e a soddisfare esigenze pratiche nel nome di Cristo. Dona adesso

Questo articolo fa parte della campagna "Da ordinario a straordinario".